La Gatta Buia alla Casa di reclusione di Asti

Sabato 18 Novembre 2017
Casa di reclusione di Asti

Continua il progetto in collaborazione con Formazione 80 con la messa in scena dello spettacolo La Gatta Buia presso la Casa di reclusione di Asti per un pubblico di operatori e persone detenute*.
Si ringraziano la Direzione del carcere e tutti gli operatori coinvolti.

(Che cos’è la Gatta Buia? Un luogo? Un animale? Uno stato d’animo?
No. Semplicemente, uno spazio.
Troppo piccolo, per contenere più di una blatta.)

DRAMMATURGIA: Emilio Locurcio
REGIA: Emilio Locurcio e Stella Sorcinelli

Con Nadia Sponzilli, Daniela Salusso, Luca Giacomini, Christian Baldin, Massimo Deodato, Silvano Corvaglia, Michel Roig, Lucietta Perona, Stella Sorcinelli, Carolina Dardano, Sonia Gianotti, Daniela Ruffa, Francesca Di Nicola, Guido Picco, Giuseppe Savino, Serena Martin

Uno spettacolo realizzato dall’Associazione di Idee Maigret & Magritte che nasce dalla rielaborazione delle esperienze  raccolte durante alcuni laboratori realizzati dall’Associazione Formazione80 presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.  La storia racconta una sola giornata, dall’alba a notte fonda, di chi è dentro a conteggiare il tempo e di chi sta fuori ad aspettarlo, imparando poco a poco qual è il prezzo reale da pagare per avere commesso un reato e quante persone sono prese in ostaggio da questa colpa.

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*REPLICA aperta a tutti prevista per Sabato 13 Gennaio ore 18 presso la sede del Gruppo Abele La Fabbrica delle E in C.so Trapani 95 a Torino.

 

IL PROGETTO e la collaborazione con Formazione 80

“L’Associazione Formazione 80 e l’Associazione di idee Maigret  e Magritte proseguono il loro impegno per combattere la condizione nelle quali versano le nostre carceri e le persone che in esse transitano.
Attraverso i nostri progetti abbiamo visto migliorare (un poco) la vita dei detenuti – quasi  400 negli ultimi 2 anni – che hanno avuto la possibilità di frequentare i nostri laboratori.
Crediamo che lavorare con i detenuti attraverso i laboratori di scrittura, lettura, teatro ed espressione artistica aiuti le persone detenute ad affrontare il lungo quotidiano del carcere, ed anche la stessa istituzione carceraria a migliorare le condizioni delle persone che un giorno restituirà alla società.

Non lavoriamo in condizioni facili, ma sono le storie che raccogliamo ogni giorno a motivarci, le storie di chi sta dentro e di chi aspetta fuori, le storie che  raccogliamo attraverso un ingegnoso sistema di cartoline e che ci raccontano la speranza e la pena, la paura e la redenzione.
Storie di ricette ingegnose, di rapidi abbracci, di amori lontani e di speranze rubate, storie dell’ultima sigaretta e dei mille pensieri della notte che cala lasciandoci soli, storie di uomini che nella società vogliono tornare.

Queste storie abbiamo deciso di raccontarle in uno spettacolo teatrale, che metteremo in scena per realizzare un incontro ideale fra il pubblico e quei detenuti che hanno contribuito a scrivere lo spettacolo. Per far vivere a chi sta “fuori” le sensazioni delle persone che il carcere lo vivono tutti i giorni.

Di carcere si deve parlare, perché questo vaso di pandora diventi una casa di vetro.”

Lucia Perona – Formazione 80